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Inquinamento Atmosferico, Covid

Sebbene i dati sullo spreco alimentare e su quello metabolico siano stati ottenuti con due metodologie diverse e si riferiscano a due valutazioni molto diverse tra loro, ci forniscono un’idea dell’enorme quantità di cibo che viene sprecata o consumata in eccesso nel nostro Paese, con ingenti danni ambientali ed economici. Gli sforzi futuri dovrebbero essere incentrati su una comunicazione ad ampio respiro, basata su solide prove sperimentali derivanti da studi sull’uomo, che si prefigga l’obiettivo di educare la popolazione a un consumo alimentare funzionale, salutare e a basso impatto ambientale. Tuttavia, per essere definito tale, non è sufficiente che l’alimento possieda queste componenti, ma la sua efficacia nel mantenere un buono stato di salute e nel prevenire l’insorgenza delle malattie deve essere dimostrata da rigorose ricerche scientifiche. L’approccio da utilizzare in questi studi dovrebbe essere sia di tipo osservazionale che interventistico (dove i ricercatori manipolano la dieta per determinare l’effetto di un alimento o nutriente). Il rapporto con l’ambiente è una delle determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana.

la salute dell'uomo

Inoltre, se vale la regola per cui le donne sono più attente al loro benessere, negli uomini aumenta il rischio di diagnosi tardiva di tutte le patologie. Puntare ad un approccio sistemico ed integrato della produzione, lavorazione e consumo alimentare. Questo l’obiettivo delle Nazioni Unite con il prossimo Food Summit, che vedrà un importante passaggio intermedio a Roma a fine luglio. In Africa ed Asia ad esempio la crescente estinzione di specie animali sta privando i ricercatori di importanti casi studio. Gli studi di anatomia, fisiologia e biochimica della fauna selvatica possono portare a importanti sviluppi nella medicina umana.

One Health: La Salute Delluomo È Anche Connessa A Quella Degli Animali

Lo studio dei meccanismi molecolari permette di capire come l’interazione tra il DNA e l’ambiente contribuisca all’insorgenza di patologie croniche quali tumori, obesità e malattie neurodegenerative, identificando biomarcatori predittivi terapeutici e prognostici. Questo approccio potrebbe aiutare ad identificare gli individui più a rischio nella popolazione generale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.

Ma questo è solo uno dei tanti impatti del degrado ambientale sulla nostra salute, con una correlazione maggiore nei paesi meno sviluppati. Quando si distruggono gli habitat naturali e le specie animali, o non si agisce a sufficienza contro le emissioni, l’inquinamento atmosferico e delle acqua, in realtà si sta danneggiando l’uomo, la sua salute, vanificando gli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Deforestazione, cambiamenti climatici, riscaldamento globale, inquinamento atmosferico e inquinamento dell’acqua e scarsa biodiversità minano il nostro ecosistema causando gravi danni alla salute umana. Lo Spreco Alimentare Metabolico valuta i chili di cibo associati al grasso in eccesso, calcolato sulla base dell’Indice di Massa Corporea, e il suo impatto ambientale in termini di emissioni di anidride carbonica, consumo di acqua e di terreno. Sebbene la consapevolezza degli italiani dello spreco alimentare sia aumentata in questi anni, le statistiche indicano ancora uno spreco pari a 2,2 milioni di tonnellate di cibo l’anno, pari allo 0,6% del PIL.

< h3 id="toc-1">Che Cosa Si Intende Per Inquinamento Atmosferico?

A livello individuale si può agire riducendo i consumi energetici, ad esempio spegnendo gli strumenti elettronici quando non in uso, evitando di usare camini e stufe, facendo la raccolta differenziata, preferendo mezzi di trasporto più sostenibili e usando energie rinnovabili. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Nel caso della leishmaniosi, invece, FATRO propone Antimania®un trattamento che uccide il parassita supportato da un immunomodulatore, “Impromune®” che permette al sistema immunitario di reagire alla malattia in modo adeguato. Per questa ragione abbiamo esteso il concetto di salute al benessere dell’animale e dell’uomo, che ci ha condotto in modo naturale ed automatico, a pensare all’ambiente come ad essi strettamente collegati. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

  • L’osteoporosi coinvolge entrambi i sessi, anzi spesso l’uomo rischia di sottovalutare questo aspetto e di avere complicanze peggiori proprio perché ritiene sia una patologia prettamente femminile.
  • I nostri esperti esaminano i più comuni problemi di salute affrontati dagli uomini e forniscono una dieta semplice, uno stile di vita e cambiamenti di routine che possono avere un impatto significativo sulla salute.
  • Il maggiore responsabile di questi problemi alla nostra salute è il particolato di medie dimensioni (PM2.5), che peggiora la salute di persone in condizioni già delicate o già compromesse (ad esempio dall’abitudine al fumo) ed è indicato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro come una delle principali cause di tumori maligni.
  • Gli inquinanti presenti nell’aria provocano e intensificano problemi cardiovascolari, respiratori e metabolici nell’organismo umano.
  • Dovrà ora essere compito della comunità scientifica chiarire se esistono i presupposti dal punto di vista nutrizionale, funzionale, organolettico, immunologico e microbiologico, per considerare l’entomofagia come un’ulteriore opzione nell’ambito delle strategie di riduzione dell’impatto ambientale alimentare o una mera trovata mediatica.
  • Gli studiosi hanno ipotizzato che questo potrebbe essere dovuto al fatto che l’inquinamento atmosferico indebolisce l’organismo, e in particolare cuore e sistema respiratorio, rendendo la persona più suscettibile ai sintomi della malattia.

L’aumento di ricchezza nei Paesi industrializzati ha portato a una maggior richiesta di carne, prodotti lattiero-caseari e uova. La crescita della domanda globale di proteine animali sta mettendo in difficoltà le risorse già limitate del nostro Pianeta, come gli oceani, il suolo agricolo e l’acqua potabile. Circa il 75% della superficie agricola e l’80% dell’acqua disponibile sulla Terra viene annualmente sfruttata per produrre capi avicoli, bovini, ovini e prodotti d’acquacoltura, che rappresentano circa il 50% della produzione mondiale di pesce.

< h3 id="toc-2">Attività Sessuale

“Tutte le scelte che compiamo – sottolinea David Quammen, giornalista, divulgatore e autore di ‘Spillover’ – hanno conseguenze, anche sulla salute dell’ecosistema, degli animali, dell’uomo. Cosa mangiamo e come viene prodotto quello che mangiamo ha delle conseguenze”. Sebbene siano ancora molte le perplessità, da parte sia degli addetti ai lavori sia della gente comune, sull’utilizzo degli insetti come alimento abituale della nostra dieta, essi rappresentano una fonte proteica a basso impatto ambientale e a costi ridotti. Dovrà ora essere compito della comunità scientifica chiarire se esistono i presupposti dal punto di vista nutrizionale, funzionale, organolettico, immunologico e microbiologico, per considerare l’entomofagia come un’ulteriore opzione nell’ambito delle strategie di riduzione dell’impatto ambientale alimentare o una mera trovata mediatica. Quando però andiamo a valutare l’impatto ambientale dei singoli gruppi di alimenti, la produzione di CO2 dovuta al consumo di carne e pesce degli onnivori (1,44 kg CO2eq/giorno) è comparabile all’impatto degli alimenti di origine vegetale nei vegani (1,42 kg CO2eq/giorno) e superiore a quello del latto-ovo-vegetariani (1,0 kg CO2eq/giorno). È altresì vero che se aggiungiamo il contributo degli alimenti di origine animale (latte, uova ecc.) pari a 0,9 kg CO2eq/giorno negli onnivori, 0,63 kg CO2eq/giorno per i latto-ovo-vegetariani rispetto allo zero dei vegani spieghiamo il maggior impatto ambientale della dieta onnivora.

L’Istituto Superiore di Sanità è in prima linea per identificare e promuovere adeguate strategie per prevenire il rischio d’insorgenza di malattie dovute a fattori ambientali e per trasferire le evidenze scientifiche nei programmi e nelle politiche di sanità pubblica. Le attività condotte in questo ambito riguardano la qualità dell’acqua, del suolo, dell’aria e degli ambienti indoor, la gestione dei rifiuti, gli effetti di inquinanti emergenti e dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi, l’esposizione umana ad agenti ambientali e i loro meccanismi di tossicità, gli effetti sulla salute dell’esposizione a fattori di rischio ambientali. Le attività di ricerca convergono verso un approccio valutativo integrato che comprende l’ambiente fisico, sociale, economico, ecologico e culturale del contesto territoriale al fine di promuovere la salute umana e la sostenibilità ambientale secondo gli obiettivi integrati dell’Agenda 2030.

la salute dell'uomo

I gas a effetto serra derivanti dalla produzione di bestiame, incluso il trasporto e l’alimentazione, rappresentano il 18% delle emissioni globali prodotte dall’uomo. Il metano, che viene prodotto dalle fermentazioni enteriche degli animali, corrisponde al 35-40% delle emissioni. Al tempo stesso, gli alimenti funzionali non devono incoraggiare consumi eccessivi di quel determinato cibo, non devono far nascere timori nei consumatori, devono essere facilmente comprensibili per il consumatore medio e devono evitare messaggi che attribuiscano proprietà curative o terapeutiche all’alimento. Questo ultimo aspetto è particolarmente importante, visto che i maggiori acquirenti di alimenti funzionali sono individui affetti da malattie molto comuni, come diabete, malattie cardiovascolari e obesità, che vedono questi cibi come una alternativa pratica, più naturale e meno dannosa, in termini di effetti collaterali, rispetto ai farmaci. Inoltre, c’è una generale carenza di informazione; basti pensare che la maggior parte dei consumatori non sa nemmeno definire il termine “alimento funzionale” e spesso confonde erroneamente gli alimenti funzionali con gli integratori, i nutraceutici o addirittura i prodotti erboristici. Da qualche tempo però anche loro sono più attenti alle malattie tipicamente maschili, come per esempio quelle che riguardano la prostata e la disfunzione erettile.

Salute Dell’uomo

Esistono tanti screening e tanti piccoli accorgimenti che permettono di diagnosticare in tempi precoci patologie che possono così essere trattate e spesso risolte. È dopo questa fase della vita che il rischio di salute aumenta ma il controllo diminuisce. Se l’uomo trascura l’aspetto della prevenzione e non effettua controlli regolari, come spesso accade, il rischio è che ci sia un aumento preoccupante di molte patologie maschili che potrebbero essere evitate o curate con maggiore efficacia con una diagnosi tempestiva. Che possono essere diagnosticate ma anche curate in modo semplice, spesso con soli accorgimenti alimentari.

Oggi, i livelli di inquinamento dell’aria sono tornati a quelli che si avevano prima della pandemia, con un aumento anche fino al doppio in alcune città. In effetti, si è visto che città più inquinate vedono più casi gravi di COVID-19 rispetto a città meno inquinate. Gli studiosi hanno ipotizzato che questo potrebbe essere dovuto al fatto che l’inquinamento atmosferico indebolisce l’organismo, e in particolare cuore e sistema respiratorio, rendendo la persona più suscettibile ai sintomi della malattia. Non ha trovato molto supporto, invece, l’ipotesi secondo cui l’inquinamento atmosferico trasporterebbe il virus.

Dovrebbe essere anche incoraggiato lo sviluppo di una specifica normativa europea per regolamentare il mercato di questi alimenti. Infine, servirebbero maggiori finanziamenti alla ricerca in ambito nutrizionale, per sviluppare soprattutto robusti studi di intervento nell’uomo, tanto utili quanto laboriosi e costosi. Le diete con più alto consumo di frutta e verdura infatti producono sostanziali miglioramenti in alcuni fattori di rischio quali la pressione arteriosa, i livelli di lipidi plasmatici, la resistenza insulinica, i livelli di infiammazione, la funzione endoteliale e il controllo del peso corporeo. Tutto questo perché frutta, verdura e cereali, insieme ai legumi, oltre ad essere le principali fonti di fibre alimentari, sono ricchissimi di vitamine, minerali, fibre e composti bioattivi, noti come polifenoli, a spiccata attività antiossidante, antinfiammatoria, antiaterosclerotica, antitumorale e immunomodulatoria.

Se prima malattie di questo tipo emergevano ogni 40 anni, oggi ogni 5 anni ci si trova a doverne affrontare una. «Per queste ragioni serve concludere i negoziati ONU sulla biodiversità», spiega Isabella Pratesi del WWF Italia. «I governi devono attuare un’unica strategia sulla tutela di queste aree, ricostruendo le connessioni tra ecosistemi che ci proteggono da malattie. Un team di esperti sarà in grado di fornire servizi diassistenza medicaetutela legaleper salvaguardare tutti i diritti dei lavoratori.

Analizzando la piramide ambientale, si nota così che gli alimenti di origine vegetale, che si posizionano sulla punta della piramide, sono quelli a minor impatto ambientale e che conferiscono maggiore protezione per la salute dell’individuo . Gli alimenti di origine animale, come carne e derivati, hanno un impatto ambientale più elevato per il fatto che le risorse utilizzate – come acqua, e metri quadrati di terreno occupati dagli allevamenti – sono notevoli, in associazione con un’enorme produzione di CO2, e si posizionano alla base della piramide. A parità di calorie consumate, la produzione di carne bovina ha un costo ambientale enormemente superiore a quello degli altri tipi di carne , delle uova e dei prodotti lattiero caseari. Basti pensare che per produrre 225 g di patate, pomodori, pollo e bovini si producono emissioni di CO2 equivalenti a quelle prodotte guidando un’auto per 300 m, 320 m, 1,7 Km e 15,8 Km.