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La Dieta Mediterranea Per La Salute Dell’uomo E Del Pianeta

Chiede la prevenzione primaria secondaria e terziaria e la messa al bando globale dell’amianto e di tutti gli altri agenti tossico nocivi per tutelare la salute e l’ambiente. La situazione è aggravata dal fatto che spesso i rifiuti pericolosi non vengono smaltiti secondo le normative vigenti, ma vengono abbandonati o alimentano gli affari delle ecomafie. Meno chiaro e in molti casi considerato come meno importante è il concetto di benessere mentale. La protezione della salute umana dagli effetti dell’esposizione a contaminanti chimici e biologici è una tematica rilevante per la salute pubblica. Acconsento al trattamento dei miei dati personali e di contatto, da parte di Bayer S.p.A., in qualità di Titolare del trattamento al fine di ricevere la newsletter avente ad oggetto materiale informativo e commerciale relativo a prodotti o servizi offerti da Bayer, inviti per partecipazione a concorsi a premio e/o partecipazione a ricerche di mercato.

Innanzitutto, non è stata ancora sviluppata una specifica normativa a riguardo, che riconosca gli alimenti funzionali come categoria alimentare definitivamente a sé stante. Di conseguenza, ogniqualvolta la Commissione Europea e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare si trovano a dover disciplinare l’entrata in commercio di potenziali alimenti funzionali, è necessario un lungo e dispendioso lavoro di valutazione, scelta e interpretazione delle giuste linee guida da seguire e delle corrette norme da applicare. Diverso è invece il caso degli alimenti funzionali, definiti come qualsiasi alimento, parte di alimento, bevanda o gruppi di alimenti, dotati di effetti positivi addizionali sul mantenimento della salute, dell’omeostasi fisiologica o sulla prevenzione delle malattie4. Grazie al progresso della scienza e della tecnologia alimentare infatti negli ultimi anni sono comparsi sul mercato, accanto agli alimenti tradizionali, “nuovi alimenti” in grado di apportare componenti benefici per la salute, generalmente non-nutrienti , che sono in grado di regolare positivamente e selettivamente una o più funzioni fisiologiche del nostro organismo. La nutrizione personalizzata identifica quindi un approccio dietetico che risulta cucito su misura sull’individuo e non sull’intera popolazione e che sviluppa una serie di indicazioni, raccomandazioni, prodotti e servizi specifici. Molto recentemente, anche il cosiddetto microbiota intestinale, ossia la popolazione di microorganismi che coabita nel nostro intestino, e che rappresenta una componente cruciale nel mantenimento della nostra salute, è stato riconosciuto come fattore fondamentale nella modulazione delle risposte alla dieta.

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Analizzando la piramide ambientale, si nota così che gli alimenti di origine vegetale, che si posizionano sulla punta della piramide, sono quelli a minor impatto ambientale e che conferiscono maggiore protezione per la salute dell’individuo . Gli alimenti di origine animale, come carne e derivati, hanno un impatto ambientale più elevato per il fatto che le risorse utilizzate – come acqua, e metri quadrati di terreno occupati dagli allevamenti – sono notevoli, in associazione con un’enorme produzione di CO2, e si posizionano alla base della piramide. A parità di calorie consumate, la produzione di carne bovina ha un costo ambientale enormemente superiore a quello degli altri tipi di carne , delle uova e dei prodotti lattiero caseari. Basti pensare che per produrre 225 g di patate, pomodori, pollo e bovini si producono emissioni di CO2 equivalenti a quelle prodotte guidando un’auto per 300 m, 320 m, 1,7 Km e 15,8 Km.

Come visto nel paragrafo precedente, la carne e i prodotti di origine animale, rappresentano i gruppi di alimenti che impattano maggiormente dal punto di vista ambientale, la riduzione del consumo di proteine animali è ormai diventata una priorità globale per ridurre lo sfruttamento del terreno e le emissioni di gas serra. A prescindere da soluzioni avveniristiche ed estremamente costose come lo sviluppo di carne da colture cellulari, una delle strategie che sta assumendo una rilevanza sempre maggiore, in linea con la tradizione storica dell’essere umano in moltissime regioni del mondo, risiede nell’utilizzo degli insetti, fonte proteica e non solo, a basso impatto ambientale. Una corretta nutrizione rappresenta un fattore centrale per il benessere della società, soprattutto quella occidentale, caratterizzata da un crescente aumento dell’obesità e delle patologie degenerative correlate.

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È quindi doveroso che ognuno di noi partecipi attivamente alla comprensione del problema di salute ambientale e che agisca di conseguenza. Gli ambienti in cui viviamo quali la casa, la scuola, l’ufficio, la fabbrica, i negozi, sono ambienti chiusi in cui trascorriamo ore ed ore della nostra giornata sia in ambito lavorativo che ricreativo e sociale e dove respiriamo fumo di tabacco, composti organici volatili, ecc. Riscopriamo la dieta mediterranea nei sui principi fondamentali, per capire quanto sia attuale oggi che siamo alla ricerca di stili alimentari salutari e che prevengano le malattie della vita moderna.

Secondo l’OMS le zoonosi, le malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo, rappresentano il 65% delle malattie infettive emergenti. Se si soffre di diabete, ipertensione o si ha familiarità per le malattie cardiovascolari, è opportuno effettuare una visita oculistica completa una volta l’anno, che includa l’OCT,per visualizzare le sezioni dell’occhio e il fundus oculi, per esaminare la parte interna dell’occhio e in particolare la retina. Il glaucoma si riferisce ad un gruppo di patologie che comportano dei danni a carico del nervo ottico e possono danneggiare la vista. Le opinioni espresse negli articoli pubblicati non rispecchiano necessariamente il punto di vista dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Oggi siamo concentrati sull’immensa emergenza sanitaria, la pandemia di Coronavirus COVID-19.

< h3 id="toc-1">Position Paper: Biotecnologie, Salute Delluomo, Agroalimentare

Si tratta di studiare le interazioni tra ambiente e salute, quale sia il ruolo dell’intervento dell’uomo sull’ambiente e quali siano le cause di malattia. Gli inquinanti presenti nell’aria provocano e intensificano problemi cardiovascolari, respiratori e metabolici nell’organismo umano. Anche in altri esseri viventi causano malattie, problemi riproduttivi e maggior predisposizione a infezioni e altri disturbi. Contribuiscono, inoltre, a fenomeni che danneggiano l’ambiente e gli ecosistemi, come le piogge acide, l’oscuramento dei cieli, l’eutrofizzazione e il riscaldamento globale. La salute degli animali è legata a doppio filo alla salute dell’uomo, sia per quanto riguarda le malattie o zoonosi che si possono trasmettere reciprocamente (la febbre West Nile, la leishmaniosi, la toxoplasmosi, la malattia di Lyme ecc.), sia per i trattamenti delle malattie stesse.

  • Si ritiene che il rischio di retinopatia sia 2 volte superiore negli uomini rispetto alle donne.
  • Ma questo coronavirus non è l’unico esempio e purtroppo, stando all’analisi statistica non sarà l’unico.
  • Sia in umana che in veterinaria se ne ha uguale necessità e nello stesso tempo lalotta all’antibiotico resistenzadeve essere un impegno comune.
  • Quando si parla di ambiente, si pensa immediatamente alla natura, alla biodiversità, alla fauna e alla flora, ma anche all’inquinamento atmosferico, ai casi di avvelenamento del terreno e alla crisi idrogeologica.

Il fattore di rischio principale è quello collegato al degrado ambientale e alla perdita di biodiversità in aree tropicali. Poi si aggiunge l’interazione non corretta con gli animali, il traffico illegale di specie protette che portano patogeni e la deforestazione per aumentare copertura agropastorale. Riguarda circa il 40% degli ultra cinquantenni e la metà degli over 70, ma colpisce con una certa frequenza anche gli uomini di età inferiore, soprattutto se esposti a fattori di rischio cardiovascolari.

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Inoltre, se vale la regola per cui le donne sono più attente al loro benessere, negli uomini aumenta il rischio di diagnosi tardiva di tutte le patologie. Puntare ad un approccio sistemico ed integrato della produzione, lavorazione e consumo alimentare. Questo l’obiettivo delle Nazioni Unite con il prossimo Food Summit, che vedrà un importante passaggio intermedio a Roma a fine luglio. In Africa ed Asia ad esempio la crescente estinzione di specie animali sta privando i ricercatori di importanti casi studio. Gli studi di anatomia, fisiologia e biochimica della fauna selvatica possono portare a importanti sviluppi nella medicina umana.

Inoltre, considerando che la principale fonte di informazione riguardo gli alimenti funzionali è la pubblicità, è inevitabile che la scelta dei consumatori sia influenzata più dal marketing che dalla consapevolezza del beneficio reale di questi alimenti. Questi alimenti possono essere “naturalmente funzionali”, come frutta, verdura e cereali al naturale (ad es., il pomodoro per il licopene, l’olio di oliva per i tocoferoli, thè verde per le catechine, etc.) o cibi tradizionali (ad es., prodotti lattiero-caseari, prodotti da forno e pasticceria, condimenti per insalate, bevande non alcoliche) tecnologicamente modificati . Grazie alle loro proprietà, questi composti possono contribuire al benessere dell’organismo con diverse attività biologiche, quali azione antiossidante, antinfiammatoria, antipertensiva, ipocolesterolemica, antimicrobica, antivirale, e cosi via. Ma anche la mancanza di movimento fisico, causata dal continuo e indiscriminato utilizzo di mezzi motorizzati e l’uso incessante della tecnologia (telecomunicazioni, veicoli, utensili, ecc.) oltre a limitarci nei movimenti ci rendono pigri a oltranza e incapaci di scegliere una vita meno tecnologica ma più salutare. Queste modificazioni, frutto della ‘modernità’, rendono la nostra vita quotidiana molto diversa da quella dei nostri antenati, anche solo di una o due generazioni or sono. È importante riflettere sul valore del nostro rapporto con l’ambiente che rappresenta una delle determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana.

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Sebbene i dati sullo spreco alimentare e su quello metabolico siano stati ottenuti con due metodologie diverse e si riferiscano a due valutazioni molto diverse tra loro, ci forniscono un’idea dell’enorme quantità di cibo che viene sprecata o consumata in eccesso nel nostro Paese, con ingenti danni ambientali ed economici. Gli sforzi futuri dovrebbero essere incentrati su una comunicazione ad ampio respiro, basata su solide prove sperimentali derivanti da studi sull’uomo, che si prefigga l’obiettivo di educare la popolazione a un consumo alimentare funzionale, salutare e a basso impatto ambientale. Tuttavia, per essere definito tale, non è sufficiente che l’alimento possieda queste componenti, ma la sua efficacia nel mantenere un buono stato di salute e nel prevenire l’insorgenza delle malattie deve essere dimostrata da rigorose ricerche scientifiche. L’approccio da utilizzare in questi studi dovrebbe essere sia di tipo osservazionale che interventistico (dove i ricercatori manipolano la dieta per determinare l’effetto di un alimento o nutriente). Il rapporto con l’ambiente è una delle determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana.

Molte ricerche hanno osservato come la risposta del nostro corpo al consumo di alimenti vari radicalmente all’interno della popolazione1. I fattori che definiscono questa variabilità sono legati allo stile di vita, allo stato di salute e alle caratteristiche genetiche del consumatore. Per effettuare la visita di controllo non bisogna attendere la comparsa di sintomi come un calo della vista o una riduzione del campo visivo. Il glaucoma è detto il ladro silenzioso della vista e attendere la comparsa dei sintomi potrebbe significare un danno permanente alla capacità visiva. Per quanto riguarda la salute oculare dell’uomo, esistono alcune patologie dell’occhio più frequenti nel sesso maschile.

Dovrebbe essere anche incoraggiato lo sviluppo di una specifica normativa europea per regolamentare il mercato di questi alimenti. Infine, servirebbero maggiori finanziamenti alla ricerca in ambito nutrizionale, per sviluppare soprattutto robusti studi di intervento nell’uomo, tanto utili quanto laboriosi e costosi. Le diete con più alto consumo di frutta e verdura infatti producono sostanziali miglioramenti in alcuni fattori di rischio quali la pressione arteriosa, i livelli di lipidi plasmatici, la resistenza insulinica, i livelli di infiammazione, la funzione endoteliale e il controllo del peso corporeo. Tutto questo perché frutta, verdura e cereali, insieme ai legumi, oltre ad essere le principali fonti di fibre alimentari, sono ricchissimi di vitamine, minerali, fibre e composti bioattivi, noti come polifenoli, a spiccata attività antiossidante, antinfiammatoria, antiaterosclerotica, antitumorale e immunomodulatoria.

Il normale funzionamento del pene richiede infatti un’assoluta integrità arteriosa, e un tessuto vascolare del pene e vie nervose per la trasmissione al tessuto del pene del comando per l’ erezione del tutto sane. La necessità di questo elevato grado di efficienza spiega come spesso malattie vascolari, diabete, ipercolesterolemia diano come primo segno una difficoltà di erezione, senza che vi siano ancora altri sintomi. La disfunzione erettile è in particolare oggi considerata come una ‘spia’ di una possibile patologia cardiaca o coronaria in fase iniziale, che cioè non ha ancora dato altro segno di sé. L’impatto ambientale degli alimenti cambia significativamente rispetto ai dati della “piramide ecologica”, se valutato sulla base dei consumi raccomandati, come evidenziato dalla “clessidra ambientale” ottenuta moltiplicando l’impatto ambientale degli alimenti per le quantità settimanali suggerite dalle linee guida nazionali italiane per una dieta sana ed equilibrata.